Tendinopatia di spalla

 

Il dolore alla spalla è spesso causato da una problematica tendinea.

Così come nel mal di schiena la diagnosi meccanica per i disturbi della spalla è fondamentale per capire e trattare il tessuto responsabile dei sintomi.

Questa è sicuramente la parte più difficile in quanto, molte procedure diagnostiche (test) ed esami clinici (ecografie, Rmn), danno spesso falsi positivi e falsi negativi. Il 54% delle persone , sintomatiche presentano un problema alla cuffia dei rotatori visto con la RMN. Così come il 75% delle persone senza dolore lombare ha, alla RMN, presenza di problemi al disco intervertebrale.

Secondo il dr Cyriax, Mc Kenzie, Laslett, W. Wjmen e molti altri, l’individuazione della struttura sintomatica è indispensabile per indirizzare il giusto trattamento, e quindi necessario: un attento esame clinico funzionale che utilizzi test affidabili, riproducibili e con alti livelli di specificità e sensibilità.

cos’è la tendinopatia di spalla?

E’ importante dire che non parliamo più di tendiniti o tendinosi, ma generalmente nel mondo medico, soprattutto anglosassone e americano, per citarne alcuni, si preferisce il termine di tendinopatie, perché la tendinopatia, quindi i problemi ai tendini, non seguono il classico partner infiammatorio che succede nelle lesioni articolari o muscolari. Ci sono stati degli studi istologici per verificare cosa c’è dentro un tendine che non sta bene o meglio che fa male, e anche se sono state trovate delle molecole infiammatorie, non hanno mai trovato le cellule classiche che fanno parte dell’infiammazione, quindi: neutrofili, linfociti e altre ancora. Per questo motivo hanno cambiato la denominazione da tendinite a tendinopatia.

come si curano le tendinopatie di spalla? fisiosterapia o chirurgia?

In caso di degenerazione della cuffia dei rotatori o in caso di impingement subacromiale, gli studi hanno dimostrato che a distanza di 6 mesi e 1 anno dalla chirurgia o dal trattamento fisioterapico i risultati sono simili tra chi è stato operato e poi ha fatto la riabilitazione, e chi invece non è stato operato ma ha fatto solo un processo conservativo, quindi solo la riabilitazione. I risultati dicono che la riabilitazione è efficace tanto quanto la chirurgia.

Per quanto riguarda invece la cuffia dei rotatori lesionata?
Per la cuffia dei rotatori lesionata, ma non in maniera traumatica o acuta, abbiamo alcuni studi che dimostrano che la riabilitazione è efficace tanto quanto la chirurgia nel lungo termine.

Qual è quindi il trattamento di elezione?
Il trattamento che sembra dare i risultati migliori è l’esercizio attivo, quindi esercizi che tendono a stimolare i muscoli della cuffia dei rotatori o i muscoli della spalla in generale. Infatti, l’esercizio attivo specifico per la spalla è stato dimostrato essere il più indicato per trattare i dolori di spalla collegati alla cuffia dei rotatori nel lungo termine.

Nella tendinopatia reattiva causata da un over use, che cosa si  consiglia?
Il mio consiglio è quello di lasciare riposare la spalla qualche giorno e poi rimettersi a fare le attività normali.

Invece nelle patologie degenerative?
Le patologie degenerative sono la maggioranza. In queste situazioni l’importante è ritornare a dare uno stimolo al sistema muscolo tendineo, sia dei muscoli della cuffia dei rotatori che dei muscoli scapolari, ovvero di tutto il complesso di muscoli che si inseriscono sull’articolazione della spalla. In una lesione degenerativa, il nostro corpo, i nostri tendini, i nostri muscoli, devono avere il tempo di adattarsi a questa nuova situazione.

Il processo di guarigione è  lungo?

Dobbiamo pensare che per arrivare ad avere un tendine degenerato sono passati anni, e quindi per invertire questo meccanismo occorrono mesi, normalmente tre mesi è un buon periodo per poter poi fare il punto della situazione. Più esercizi si fanno meglio è. Però vorrei dire che non è necessario andare dal fisioterapista tutti i giorni: gli esercizi possono anche essere fatti a casa, e il fisioterapista, durante le periodiche visite di controllo, guida il paziente nell’aumento del carico o del numero degli esercizi o nel modificare gli esercizi. Questo tipo di approccio presuppone però che il paziente si impegni realmente a fare gli esercizi da solo a casa. Quindi fisioterapia ed esercizi, perché funzioni. In generale, nelle terapie degenerative il consiglio è quello di muoversi, di restare attivi il più possibile.