Fibromialgia, trattamento in osteopatia

La sindrome fibromialgica è una forma comune di dolore muscoloscheletrico diffuso e di affaticamento (astenia) che colpisce approssimativamente 1.5 – 2 milioni di Italiani. Il termine fibromialgia significa dolore nei muscoli e nelle strutture connettivali fibrose (i legamenti e i tendini). Questa condizione viene definita “sindrome” poiché esistono segni e sintomi clinici che sono contemporaneamente presenti (un segno è ciò che il medico trova nella visita; un sintomo è ciò che il malato riferisce al dottore). La fibromialgia spesso confonde poiché alcuni dei suoi sintomi possono essere riscontrati in altre condizioni cliniche. Negli ultimi 10 anni, tuttavia, la fibromialgia è stata meglio definita attraverso studi che hanno stabilito le linee guida per la diagnosi. Questi studi hanno dimostrato che certi sintomi, come il dolore muscoloscheletrico diffuso, e la presenza di specifiche aree algogene alla digitopressione (tender points) sono presenti nei pazienti affetti da sindrome fibromialgica e non comunemente nelle persone sane o in pazienti affetti da altre patologie reumatiche dolorose.

La diagnosi di sindrome fibromialgica è basata sulla presenza di dolore diffuso in combinazione con la presenza di tender points evocabili alla digitopressione. Non vi è alcun esame di laboratorio o radiologico che possa diagnosticare la fibromialgia. Questi test possono essere utili per escludere la presenza di altre patologie, come l’ipotiroidismo che può causare segni e sintomi simili alla fibromialgia. Una attenta anamnesi e un esame obiettivo accurato possono escludere altre condizioni cliniche di dolore cronico e di astenia. Poiché i sintomi di fibromialgia sono così generici e spesso sono simili a quelli di altre malattie, molti pazienti vanno incontro a complicate e a volte ripetitive valutazioni prima che venga diagnosticata tale patologia. Non tutti i medici conoscono la fibromialgia ed è pertanto importante vedere un reumatologo o altri medici che siano in grado di effettuare una corretta diagnosi ed un trattamento specifico.

E’ caratterizzata dalla seguente sintomatologia:

  • Dolorabilità cronica diffusa a livello muscolo-scheletrico e/o rigidità per più di tremesi.
  • Dolorabilità elettiva in almeno sette dei quattordici punti grilletto.
  • Abnorme sensibilità dolorifica della cute sovrastante le spalle.
  • Sonno che non da riposo.
  • Affaticabilità cronica.
  • Mancanza di evidenze cliniche o laboratoristiche di malattie metaboliche, reumetiche o del tessuto connettivo.

La sintomatologia può esordire in seguito ad un evento emotivo stressante, quale un incidente automobilistico o un problema correlato all’attività lavorativa. Inoltre la sindrome può associarsi o complicare una malattia reumatica già diagnosticata come l’artrite reumatoide, la spondilite anchilopoietica o l’osteo-artrosi. I sintomi sono esacerbati dall’umidità, dal freddo, dal cambiamento di tempo, da sforzi fisici inusuali, dal persistere in una postura protratta e da stress emotivi. Un miglioramento temporaneo può verificarsi in seguito ad applicazioni di caldo (bagni caldi, docce, termoforo), a massaggi, agopuntura, esercizi fisici, miglioramento dello stato emotivo ed in seguito a sonni riposanti.

Il Metodo Solère – Reequilibration fonctionnelle: un’originale proposta terapeutica nel trattamento della fibromialgia:

Oggi sappiamo che il problema va interpretato sul piano funzionale, decodificando la risultante sintomatica attraverso una valutazione della bio-dinamica dei sistemi, linea guida che Il Metodo Solère segue da numerosi anni proponendo una metodologia in grado di chiarire alcune zone d’ombra in medicina: nel caso della fibromialgia, l’apporto di un’esperienza differente, mirata al trattamento di una sindrome dolorosa particolarmente ribelle alle cure, sta portando i primi risultati dal punto di vista scientifico.

Si è infatti svolta il 4 marzo 2006 a Biarritz (F) l’Assemblea generale dell’Associazione per la Ricerca nelle Terapie sulle Fibromialgie, dove la Presidentessa onoraria dell’ARTF, Dott.ssa M.O. SOYER-GOBILLARD – Direttore Emerito Onorario di Ricerca presso il C.N.R.S. francese e consulente scientifico del Centro di Ricerca in Terapie Alternative, ha parlato alla platea. Sono state illustrate le prerogative dello studio in corso nonchè i principi del metodo di cura, esposti direttamente dal Prof. Dr. Roland Solère, Presidente dell’A.R.T.F. e Direttore del C.R.T.A.

I risultati preliminari sono confortanti e lo studio prosegue in collaborazione con gli opertori abilitati al Metodo (fisioterapisti e medici) presenti sia in Francia che in Belgio e Svizzera. Ulteriori approfondimenti sono reperibili sul sito sull’attività dell’ Association pour la Recherche en Thérapies sur les Fibromyalgies (A.R.T.F.)

In Italia gli operatori abilitati ad applicare il Metodo Solère – Reequilibration fonctionnelle nel trattamento della fibromialgia non sono ancora numerosi, ma il programma di cura rapido ed originale permette eventualmente di seguire il trattamento anche se non si risiede vicino ad un centro.

In estrema sintesi i modelli terapeutici non farmacologici (quindi privi di qualsiasi effetto collaterale) utilizzati nel Metodo Solère per il trattamento della fibromialgia, o meglio dei pazienti fibromialgici, si avvalgono della stimolazione di determinate aree reflessogene codificate anche nella cartografia della medicina tradizionale cinese: l’apparecchio appositamente studiato è denominato AMPi.sm e, senza presentare particolari controindicazioni od effetti iatrogeni, permette il massaggio puntiforme inverso di aree cutanee utilizzate anche in agopuntura. Pur ispirandosi ai concetti dell’agopuntura, la tecnica e la logica insite nel trattamento di cura per la fibromialgia proposto dal Prof. Dr. Roland Solère, sono molto differenti da quanto comunemente conosciuto attraverso la medicina tradizionale cinese.

Normalmente sono sufficienti 6 sedute per apportare un sensibile miglioramento al polimorfo quadro clinico che i numerosi pazienti fibromialgici accusano, con sintomi apparentemente anche bizzarri ma analizzabili con criteri logici se inquadrati in un terreno al di fuori dei comuni disturbi della meccanica articolare.